La paglia e il grano

È il precedente romanzo dell’autore. Di seguito la trama.

Abella, giovane medico presso lo Studium delle Mulieres Salernitanae, sorella minore di Tommaso d’Aquino, il divino teologo domenicano, è vittima di persecuzioni da parte della Santa Inquisizione guidata dal perfido Stefano Tempier.
Prende le difese della giovane il capitano Pietro Brancaccio, ufficiale della gendarmeria reale angioina, inquisitore del Regno di Napoli, che la fa evadere dal carcere.
Tommaso le fa trovare rifugio presso un convento femminile domenicano di Bologna.
Purtroppo il teologo domenicano, impegnato a prendere le distanze dal pessimismo antropologico di Agostino d’Ippona, nel frattempo muore in sospette circostanze.
Delle indagini sulla sua morte si fa carico il confratello domenicano Antonello Garbella da Vercelli, anch’egli inquisitore, proprio a Bologna.
Il giovane frate, tra l’altro, anni addietro aveva conosciuto i due d’Aquino, innamorandosi, in maniera corrisposta, di Abella.
Questa, a Bologna, è arrestata per la seconda volta.

Dopo molte peripezie Antonello riesce a far uscire di prigionia Abella .

Saranno la sorella dell’aquinate e il giovane amico domenicano a veire a capo del mistero della morte del Maestro.
L’età rinascimentale è ormai alle porte e sullo sfondo si agitano furiose diatribe dottrinali interne alla Chiesa. Si infiammano i fermenti di una società civile che vede tramontare i grandi regni come quello svevo e angioino, per far posto ai vividi comuni come quello di Bologna.
E su questo orizzonte sorge dolce e irruento l’impossibile amore tra Abella ed Antonello.